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Employer branding: di chi è la responsabilità?

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Gli sviluppi della global economy stanno facendo aumentare le preoccupazioni dei CEO riguardo alla ricerca e mantenimento dei migliori talenti. Diverse indagini mostrano che nel 2014, il 36% dei datori di lavoro ha sperimentato una carenza di talenti, la percentuale più alta dal 2007. In un’indagine del 2015, il 73% dei CEO  ha espresso preoccupazione sulla disponibilità delle competenze fondamentali. Quindi, come possono le imprese competere con efficacia nella “guerra per i talenti”? Prima di tutto, è tempo per i leader di focalizzarsi sul rafforzamento del loro employer branding.
Universum ha condotto una survey su 2000 senior executive sulle loro attività di employer branding (“2020 Outlook, the Future of Employer Branding”). Il campione includeva CEO e capi delle aree HR e marketing in 18 paesi.
Una delle principali conclusioni è stata che oggi molti leader riconoscono la responsabilità primaria per l’employer brand nella figura del CEO o del responsabile marketing, piuttosto che nei responsabili HR. In effetti, il 60% dei CEO intervistati ha dichiarato che la responsabilità per l’employer branding è del CEO: si tratta di una chiara indicazione dell’importanza del tema nella strategia dell’organizzazione.

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